Filatura lino

Macchine per la filatura del lino

Una delle principali fasi di lavorazione del lino è certamente la filatura. Essa è fondamentale per trasformare il lino pettinato, detto anche in gergo tecnico “stoppa”, in filato. Per la produzione dei filati di lino è necessaria un’operazione preventiva alla filatura. Tale operazione è chiamata stiraggio. Le fibre, nel corso di questo processo, vengono stirate più volte e ciò avviene in seguito alla pettinatura (heckling).

Il risultato che si ottiene con la filatura viene definito stoppino, il quale è necessario per produrre il filato.

Presso la nostra azienda il processo di filatura avviene con l’ausilio di filatoi a umido e doppio fronte, i quali sono ideali per la produzione di filati particolarmente pregiati, impiegati soprattutto nel settore del vestiario e della biancheria per la casa.

Il lino prodotto con filatura a umido vede il suo principale impiego nella produzione di tovaglie, asciugamani, lenzuola, fazzoletti, tessuti utilizzati per l’abbigliamento e tele per pittura.

Filatoi per la filatura di fibre di lino in umido e doppio fronte

Disponiamo di modelli di macchine per qualsiasi tipologia di filato e in strutture differenti, con possibilità di attrezzarli di vari automatismi quali la levata automatica delle spole con caricatore dei tubetti e dispositivo viaggiante di oliatura degli anelli.

I modelli disponibili sono:

  • FU14 = filatoio a doppio fronte monocomando con campo di stiro con cinghietta inferiore
  • FU21 = filatoio a doppio fronte monocomando con campo di stiro aperto con tenditore 
Didascalia video

Filatoio per la filatura di fibre di lino in umido

Un modello di filatoio per la filatura in umido per i titoli fini. Tale modello è fornito con uno speciale campo di stiro, a doppio fronte con comando unico, con alimentazione da bobine su rastrelliera localizzata sopra il filatoio.

La testata di comando è comandata elettronicamente (motore principale comandato da inverter e motori di comando delle cilindraie di alimentazione, di uscita e del banco porta anelli di tipo brushless) e la stessa viene fornita con tutti i motori principali precablati su uno chassis unico contenente anche il quadro elettrico. Lo stiro è fornito di un sistema con cinghietto di stiro inferiore e un controllo in gomma morbida superiore, oltre a un rullo. 

I vari componenti del filatoio sono in acciaio inox o altri materiali resistenti all’umidità o trattati in modo da consentire la massima protezione possibile all’insorgenza della ruggine. Il tipo di filatura è a ballon con anelli in acciaio inox. La banchina porta anelli viene fornita in inox in sezioni da 16 fusi.

Il comando dei fusi è di tipo tangenziale e il freno dei fusi è del tipo a bloccaggio a mano.

A causa dell’umidità non è previsto il sistema di pneumafil per i fili rotti, per cui viene fornito un sistema di “ferma stoppino” che blocca lo stoppino in alimentazione in caso di rottura del filo.

La lavorazione tessile del filato di lino

La filatura è però soltanto una delle fasi di lavorazione che porta la materia prima, la corteccia di lino, al prodotto finito, ovvero il filato. In seguito alla raccolta, affinché il lino possa essere lavorato, è necessario sottoporre gli steli a un processo di macerazione.

Ciò consiste in un’esposizione prolungata degli stessi a umidità e di solito ha una durata di circa 2-3 settimane. È proprio con alla macerazione che la pianta del lino si trasforma in una fibra preziosa, adatta alla sua lavorazione.

Segue l’asciugatura, che si sviluppa sia con metodo naturale, lasciando gli steli all’aria aperta, sia tramite processo meccanico, oggi maggiormente diffuso per la produzione su larga scala. A questo punto il risultato ottenuto è una fibra grezza, che può essere filata per ottenere il prodotto desiderato, da adoperare per il fine più gradito.

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